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IL CASO DELLA BAMBINA BIELORUSSA
INFANZIA VIOLATA
La Bielorussia chiude le porte 'Stop all'affido dei bimbi' Il Governo pronto a mediare
Il caso della piccola nascosta dai genitori italiani affidatari scatena la reazione dello Stato sovietico, ma l'ambasciatore smentisce il blocco delle adozioni. Il sottosegretario alla Giustizia: 'Mi offro come mediatore'
Mosca, 14 settembre 2006 - E' sempre più un caso diplomatico la vicenda della piccola bielorussa nascosta dai genitori affidatari, residenti a Cogoleto, per evitare che torni in patria, dove la minore ha raccontato di avere più volte subito violenza, come poi accertato da esami medici.
La Bielorussia ha deciso di sospendere le partenze dei bambini annualmente ospitati in Italia dall'epoca della catastrofe nucleare di Cernobyl del 1986: lo annuncia il giornale locale on line Bdg.by, citando esponenti del ministero degli affari esteri di Minsk.
La decisione, scrive il giornale, è stata presa su richiesta del dipartimento affari umanitario della presidenza bielorussa, come dire su ordine dello stesso presidente Aleksander Lukashenko, ''in connessione col rapimento in Italia di una bambina bielorussia, Masha''.
Il ministero ha detto di avere ricevuto disposizioni scritte per il blocco delle partenze dei bambini, sottolineando che la vicenda di Masha ''mette a rischio tutto il processo dei viaggi dei bambini bielorussi per cure in Italia''.
Nessuna battuta d'arresto, invece, per quanto riguarda le adozioni. "Non c'è blocco delle adozioni con l'Italia. Per il caso Maria noi siamo capaci di risolvere tutti gli aspetti con lo Stato italiano'', ha detto l'ambasciatore bielorusso in Italia, Alexei Skripko.
''Dal momento però che la bimba è stata rapita - ha aggiunto l'ambasciatore della Bielorussia in Italia, Skripko - il nostro dipartimento per l'aiuto umanitario ha deciso che per il momento noi prendiamo una pausa per verificare le cose e per coordinare le nostre azioni con il governo italiano''.
''Appena noi avremo ricevuto - ha proseguito - tutte le assicurazioni da parte delle autorità italiane (e questa è la decisione che è stata presa) per ripristinare la legalità e per ritrovare la bambina, noi concorderemo con le autorità italiane la ripresa dei viaggi in Italia dei bambini per motivi di salute''.
Intanto il sottosegretario alla Giustizia, Daniela Melchiorre, ha preso contatto con l'avvocato della famiglia di Cogoleto offrendosi per mediare la situazione. ''Mi offro come mediatrice - ha detto a Torino, a margine del convegno dell' Unicef sulla giustizia minorile - tra la famiglia e il paese d'origine anche a costo di accompagnare personalmente la bambina in Bielorussia insieme ai genitori. Nei prossimi giorni incontrerò l'avvocato e studieremo insieme un piano d' azione per trovare la migliore soluzione alla vicenda. Prima di tutto va tutelata la minore ed è questa la nostra prima preoccupazione - ha aggiunto il sottosegretario - ma non si possono negare le aspettative della famiglia italiana che la ha accolta con tanto amore, nè d' altro canto l' esigenza della Bielorussia di fare valere il proprio sistema legale. Il governo della Bielorussia ha dato tutta la sua disponibilità per vigilare e prendersi cura della piccola''.
''La questione - ha affermato il sottosegretario alla Giustizia - va affrontata con estrema cautela perché presenta aspetti di notevole criticità e non vorremmo che avesse conseguenze negative sulle aspettative di tante famiglie italiane in attesa di avere in affidamento bambini dalla Bielorussia''.
- Altri casi di abusi e violenze in orfanotrofio Affido dei bimbi bielorussi, sei d'accordo? Il rimpatrio dei bambini bielorussi
INFANZIA VIOLATA
Ivan racconta: "Altri tre bimbi violentati nell'orfanotrofio" La Procura apre un fascicolo
Ivan, 11 anni, ha raccontato di violenze nell'orfanotrofio bielorusso dove era ospitata anche la piccola Maria, la bimba di 10 anni nascosta dai genitori affidatari. Il ragazzino ha parlato almeno altre tre vittime di abusi
Genova, 14 settembre 2006 - Mentre prosegue il braccio di ferro tra l'ambasciata bielorussa e la coppia genovese affidataria della piccola Maria, dalla provincia dell'alessandrino spunta la drammatica storia di un altro bambino bielorusso, affidato per le vacanze estive a una famiglia di Ovada.
Il piccolo, di 11 anni, ha raccontato di violenze subite dai suoi compagni nell' istituto di Viljeika. Lo ha fatto con l' equipe multi disciplinare contro il maltrattamento e l' abuso sull' infanzia e adolescenza dell' Asl 22 di Novi Ligure (Alessandria), alla quale si erano rivolti i coniugi ovadesi avendo notato cambiamenti nel comportamento del ragazzino.
Ivan (il nome e' di fantasia) ha 11anni e dall' estate 2003 e' periodicamente ospite di una coppia di Ovada, che, sottoposta alle procedure previste, e' stata dichiarata idonea per le adozioni nazionali e internazionali. Un bambino solare e generoso, che l' anno scorso aveva anche seguito un corso di nuoto: ''Poi quando siamo andati a trovarlo in Bielorussia - ha raccontato la donna di Ovada che lo ha ospitato - tendeva a isolarsi, diceva che tutti lo deridevano''. Arrivato a Ovada a fine giugno scorso per il periodo estivo il bambino e' apparso ancora piu' chiuso e emotivo. Al mare aveva paura di tutto, voleva stare sempre in camera. Alle ripetute richieste del perche'di questo cambiamento, il ragazzino ha mimato scene di violenza subite da suoi compagni in istituto.
Racconto ripetuto a luglio agli operatori del servizio di neuropsichiatria di Novi, ai quali ha riferito anche i nomi di tre altri bambini, pure ospiti in Italia in estate, vittime di soprusi nella struttura di Viljeika.Maltrattamenti e violenze, di giorno e di notte, da parte dei ragazzi piu' grandi nei confronti di bambini e bambine.
Della vicenda sono stati informati la Procura di Alessandria, che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per violenza sessuale aggravata, e quella dei minori di Torino. Dopo le assicurazioni del governo bielorusso che Ivan potra' essere seguito da medici e psicologi italiani, il bambino dovrebbe partire da Ovada per Roma, dove venerdi' e' fissato il volo per rientrare nel suo paese.
Genova, 31 ottobre 2006
Maria, la bimba bielorussa di cui tanto si è parlato quest'estate, è stata affidata alla famiglia che ha con sè il fratellino. Svaniscono così le speranze dei coniugi Giusto che quest'estate hanno nascosto la piccola pur di non farla tornare nell'orfanostrofio dove aveva subito violenza. "C'e' stato l'affidamento temporaneo di Vika alla famiglia che ha gia' in affidamento il fratellino perche' questo corrispondeva ad un forte desiderio della bambina". Sono le parole di Diego Perugini, legale dell'ambasciatore bielorusso Aleksei Skripko in Italia, in merito al ricongiungimento di Vika con il fratello maggiore Sasha 13 anni.
"Maria e' in casa della famiglia da ieri - precisa il legale -. Bisognera' ora valutare come rispondera' rispetto a questo nuovo percorso. Sicuramente e' meglio cosi' che in un istituto. Ora dovra' andare a scuola, frequentare nuovi compagni. Non e' stato stabilito un termine, si valutera' tenendo conto di come la bambina riuscira' ad amalgamarsi a questa nuova situazione familiare e affettiva. Il passo successivo potrebbe poi essere l' adozione da parte di questa o di un'altra famiglia. Vedremo".
L'avvocato riguardo l'adozione dei due fratellini, ha risposto: "Non c'e' nessuna novita' in merito all'adozione", smentendo cosi' le voci secondo le quali la famiglia affidataria del fratello avrebbe iniziato la pratica di adozione dei due bambini
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