:: CONTATTI ::
PAPA WOITILA E BENEDETTO CONTRO LA PEDOFILIA :: IL FIGLIO ADOTTIVO DI MADONNA POLEMICHE :: IL LABIRINTO DI PAROLE :: INTERVISTA A GABRIELE :: IL MINISTRO FERRERO CONTRO L'ABBANDONO :: DONO A PAPA WOITILA I 15 LIBRI DELLA SPERANZA :: ASSOCIAZIONE CONTROMOBBING NUOVA SEDE :: IL LABIRINTO FOTOGRAFICO DEI POLITICI :: STEFANO ZECCHI PUNITO IL DIRITTO DI ESSERE FIGLI :: DI PIETRO :: COME FARE PER ADOTTARE UN MINORE :: ESPOSTO ALL'AJA STATO ITALIANO DECNUNCIATO :: MINORI ABBANDONATI :: ORFANI MOBBIZZATI E ISTITUZIONALIZZATI :: IL CASO DELLA BAMBINA BIELORUSSA :: BAMBINI LAVORATORI FOTO :: infanzia abbandonata un crimine sociale :: FERMIMO I PEDOFILI :: ALESSANDRO BALDI :: 5 X MILLE :: MANGIA IL TUO VOMITO :: IL MINISTERO RISPONDE :: ON.GIUSEPPE TORCHIO :: TUTTI A CASA :: DON ALBANESI :: DON BENZI :: MAIL ALLA CARRA :: SAI COSA E' LA BONTA' :: KOFI ANNAN :: SONO UN FALLITO , MI LASCIO MORIRE :: FRANCO ZEFFIRELLI :: UNICEF NOTA INFORMATIVA BAMBINA BIELORUSSA :: NAPOLITANO - BERTINOTTI APPELLO :: BERLUSCONI :: ON.CASINI :: 1 MAGGIO FESTA ANACRONISTICA :: CARLO GIUFFRE' :: AL CAPO DELLA PROCURA DI CREMONA :: BARBARA DE ROSSI :: BORELLI :: MINISTRO BALBO :: PRESIDENTE CASINI :: CHE PASTICCIACCIO BRUTTO QUELLO DELLE ADOZIONI :: D'ALEMA IL MIO RIGETTO :: DON VINICIO ALBANESI :: DON BENZI :: FADICA PRES. TRIBUNALE MINORI :: DARIO FO :: FORMIGONI :: FORUM CONTRO L'IPOCRISIA :: CIAMPI :: GINA LOLLOBRIGIA :: HANDICAP E ABUSO :: IL BILANCIO AMARO DI ERNESTO CAFFO :: IL DISAGIO GIOVANILE :: I BAMBINI DI ALEX E L'IMPEGNO DELL'ARTISTA :: IL LABIRINTO IPOCRITA DEL SISTEMA ITALIA :: UNIVERSITA' STATALE DI MILANO :: LIVIA TURCO :: IL CARDINALE TONINI :: MARIA GRAZIA CUCINOTTA :: MINISTRO MARONI :: MINISTRO MELANDRI :: MARIA DE FILIPPI :: PRESIDENTE SCALFARO :: MINISTRO BONINO :: CHIUDERE 475 ORFANATROFI :: MIISTRO GASPARRI :: GIUSTIZIA.IT :: LIVIA POMODORO :: ONU :: UNICEF NOTA INFORMATIVA BAMBINA BIELORUSSA :: TUTTI A CASA STORIA DI LUCIA CRESCIUTA IN IN ISTITUTO :: ABUSI SESSUALI :: CIAMPI :: CIECO PER ADOZIONI :: LAFRANCONI VESCOVO DI CREMONA :: NANDO DALLA CHIESA :: FORUM CONTRO L'IPOCRISIA :: LABIRINTO FOTOGRAFICO :: IL LABIRINTO DEL MOBBING :: LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO 1995/2007 :: Adozioni anche per i single :: 31 dicembre DATA STORICA SI CHUDONO GLI ORFANATROFI :: IL CORRIERE DEL MOBBING CREMONA E PROVINCIA :: GRUPPO DI AUTOAIUTO DI CREMONA E PROVINCIA :: ARCHIVIO GENERALE LABIRINTO DELLA VITA :: LINK SOCIALMENTE UTILI MAIL DI LIBERO A GABRIELE :: BEPPE GRILLO/PARLAMENTO PULITO LINK DI UTILITA' SOCIALE :: BEPPE GRILLO: BIMBI SCOMPARSI :: AMMAZZATECI TUTTI ASSOCIAZIONE BENEMERITA ONLUS 

BARBARA DE ROSSI




Main Menuoem softwarecheap Adobe Acrobat
· Administration
· Logout


Autenticazione
 Nickname
 Password
 Ricordami


Non hai ancora un account?
Puoi REGISTRARTI GRATIS.
Come
utente registrato potrai
cambiare tema grafico
sfruttare tutti i servizi offerti.

BARBARA DE ROSSI 

 

      BARBARA DE ROSSI

 

 

BARBARA DE ROSSI

intervista al settimanale “OGGI”

       Barbara De Rossi, In Romania durante le riprese di “Torniamo a casa” film che sta per essere trasmesso da Rai due. Girando il film, l’attrice ha conosciuto un piccolo zingaro che ora vuole adottare per strapparlo da quel luogo orrendo. Le ho pensate tutte: rapirlo, addomesticare la burocrazia di quel paese con una lauta tangente, confessa l’attrice. Ma non c’è stato verso di forzare le leggi. Quel bambino non è adottabile, perché ha un padre, in galera per omicidio, che difende con i denti la sua patria potestà. Barbara, che ha un’unica figlia, e oggi affida solo all’adozione la sua voglia di allargare la famiglia, non riesce a dimenticare Cristian. E’ una donna passionale. Il suo è lo sfogo di una persona che non accetta di doversi fermare di fronte a nessun ostacolo. E’ lei stessa ad aggiungere: Certo Cristian ha un padre e non posso pretendere di adottarlo. L’unica via da percorrere è quella dell’affido. Lo so che le vere eroine dei nostri giorni sono le donne che accettano  quel dono straordinario che non prevede l’aggettivo “mio”. Ma se dico che vorrei adottarlo è perché non riesco a sopportare l’idea che debba vivere in quel lager un giorno di più.

Cristina Craciunescu spiega Barbara, è arrivato sul nostro set dall’inferno dell’orfanotrofio di Clonj. Quando abbiamo girato aveva 8 anni, ma ne dimostrava 6 tanto era gracile e malnutrito. La prima volta lo vidi a Roma. Il suo tutore, Marcel, che è anche il direttore dell’orfanotrofio, lo accompagnò nello studio dove noi attori stavamo facendo una prova di lettura del copione. Capelli corvini, nasino da boxeur, ci trafisse col suo sguardo già adulto, di piccolo uomo che ha conosciuto nel suo breve percorso il sangue, la malvagità, il degrado. Ma c’è tanta dignità in quel piccolo essere che ha voglia e capacità d’imparare. In appena una settimana fu in grado di parlare italiano. Cristian, che è di origini zigane e ne va fierissimo, ha la maturità di chi ha molto sofferto. Anche se in lui la memoria fa già tutt’uno col pudore. Quando aveva 2 anni perse la madre e da allora è vissuto nell’universo di Clonj. Se gli chiedi: “Come ti sei trovato all’orfantrofio?” risponde “Bene”. Ma ci vuole poco a immaginare che cosa voglia dire crescere assieme a bimbi affetti da handicap, possedere il lume dell’intelletto in un mondo di ritardati mentali. Barbara l’ha toccata con mano, l’agghiacciante realtà degli orfanotrofi che crediamo scomparsi. In trasferta con la troupe in Romania, si è trovata in luoghi dove all’infanzia è negata persino la speranza. Quel paese, spiega, è pieno di istituti dove i bambini normali ricevono le stesse cure minime, vitto e alloggio, offerte ai tanti affetti da gravi malformazioni: E così, una immensa popolazione infantile finisce semplicemente col vegetare. C’è una ragione per questo bubbone di dolore: Ceausescu aveva vietato l’aborto, ma le donne lo praticavano in segreto, ricorrendo a sistemi artigianali e a pillole che hanno prodotto generazioni di malformati. Migliaia di quelle creature, abbandonate alla nascita, sono oggi accudite in casermoni dove vivono anche i bimbi normali senza genitori, proprio come Cristian. E’ stato risucchiato nell’imbuto cieco dell’orfanotrofio, perché nessuno si occupava di lui, spiega l’attrice. Morta la madre, recluso il padre, aveva due sorelle, che però non si sono mai mostrate disponibili. Terminato il film, Barbara De Rossi ha sperato di riuscire a trovare un escamotage per permettere al piccolo di restare a studiare in Italia. Questa soluzione non dispiaceva al tutore, Marcel, educatore onesto e sensibile. Abbiamo consultato i migliori giuristi italiani per trovare una soluzione, abbiamo bussato a tutte le porte. Ma per ora senza risultato. Certe volte mi prende lo sconforto e penso, con cinismo, che per Cristian sarebbe stato meglio non intuire neppure la possibilità di una via di salvezza . Se non avesse conosciuto per due mesi il nostro paradiso, oggi forse vivrebbe come ineluttabile la sua condizione. O forse no. Per questo chiedo ai miei amici produttori e registi di seguire con attenzione la fiction di Rai due. Cristian è un magnifico attore: se riusciamo a trovargli dei ruoli, potremmo sottrarlo al suo ambiente.

Dal settimanale “Oggi” 2001