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CARLO GIUFFRE' CARLO GIUFFRE’: HO SEMPRE PENSATO CHE IL MALE AVESSE ORIGINE DALLA MIA TRISTE ESPERIENZA VISSUTA A NAPOLI IN UN COLLEGIO PER ORFANELLI. …”Quando sentivo amici e conoscenti parlare della depressione li guardavo stupiti, quasi incredulo - dice l’attore Carlo Giuffrè - Credevo si trattasse di fisime, di manie e mi ritenevo assolutamente immune da un simile disturbo. Ma nel 1991 la depressione colpì anche me. Le crisi si scatenavano quando raggiungevo una meta, un successo, un traguardo importante. In genere, in queste occasioni uno dovrebbe sentirsi appagato. Invece io cadevo nella più cupa depressione. Il mio animo veniva invaso dal terrore che quel successo si trasformasse all’improvviso in una catastrofe. Vivevo in uno stato di angoscia terribile, che mi toglieva il sonno, l’appetito, i desideri. Ma riflettendo, con l’aiuto di un medico, trovai una risposta a questi perché: Tutto dipendeva dalla mia infanzia. Quando avevo 7 anni mio padre morì e io passai all’improvviso da una vita serena, tranquilla e moderatamente agiata alla povertà più assoluta. Allora non c’erano le pensioni, eravamo nel 1931. Mia madre si trovò sola, con quattro bocche da sfamare, erano francamente tante. E dovette decidere di mandare qualcuno dei figli in collegio. Toccò a me. Ma quello non era un collegio come oggi siamo portati a pensare. No. Era un misero orfanotrofio per i bambini più poveri della città. All’improvviso mi trovai confinato in una specie di Lager. Terribile. Ogni tanto mia madre veniva a trovarmi. Mi portava una sfogliatella. Gli altri ragazzi avevano doni molto più consistenti dai loro parenti, io solo quella sfogliatella, perché mia madre non poteva permettersi di più. Ecco… la mia depressione del 1991 affondava le radici in quelle esperienze dell’infanzia. Come la curai? Con qualche sonnifero, con un buon medico, ma soprattutto con il conforto della mia famiglia. |
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