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L'INTERVISTA
INTERVISTA A :
 
MONDO PADANO SETTIMANALE 17 LUGLIO 1999
CULTURA E SOCIETA’
LE IDEE DELLA CITTA’ CHE CAMBIA
Non sono giornalisti, ma la loro firma appare quasi quotidianamente sui giornali locali; non sono commentatori ma esprimono opinioni. Sono i cittadini che scrivono lettere al direttore
Intervista a cura di Sergio Giulio Vicini
PER GABRIELE CERVI E’ PRIMA DI TUTTO UNA BATTAGLIA CIVILE
Un altro assiduo scrittore di lettere è Gabriele Cervi. Il suo nome ormai da tempo compare nelle pagine dedicate alle lettere al direttore. E’ difficile da un semplice nome e da quanto viene scritto immaginare che possa nascondersi dietro la firma. Mi capita spesso di incontrare persone che quando sentono il miol nome si stupiscono racconta Gabriele Cervi perché mi hanno letto spesso sui giornali e si aspettano una persona anziana, un pensionato che non sa come far passare il tempo e allora scrive su qualsiasi argomento, dalla guerra in Kosovo ai bisogni degli animali lasciati per strada. Invece il nostro assiduo scrittore è tutt’altro che una persona anziana, e non ha per niente tempo da perdere. Gabriele Cervi ha 43 anni , è sposato ed ha due figli. Andrea di 10 anni e Luca di 18 mesi. Buona parte della sua giornata se ne va fra lavoro e la cura dei figli e della famiglia e nei pochi ritagli di tempo che riesce faticosamente a conquistarsi si occupa dei due argomenti che gli stanno principalmente a cuore: l’adozione e il mobbing. Io non scrivo a caso spiega Cervi e soprattutto scrivo con obiettivi ben precisi e dopo essermi documentato. Mi interesso in particolare di adozioni perché io stesso a tre anni sono stato adottato, e non posso fare a meno di pensare a quanti bambini sono stati meno fortunati di me e sono rimasti chiusi negli orfanotrofi fino ai diciotto anni. Gabriele Cervi prende maledettamente sul serio gli obiettivi che si è posto, tanto che per sollecitare la soluzione dei problemi che gli stanno a cuore ha scritto a diverse personalità. Basti un breve elenco: Antonio Di Pietro, Oscar Luigi Scalfaro, Giovanna Meandri, Gherardo Colombo, Giancarlo Caselli, il Santo Padre, Livia Turco ecc Tutti , ad eccezione proprio di Livia Turco, quella che teoricamente, dal punto di vista istituzionale dovrebbe essere interessata al problema dell’adozione, gli hanno risposto. Nonostante Cervi abbia scritto a personaggi così importanti, la sua attenzione per quanto riguarda la stampa si rivolge solo ed esclusivamente ai mezzi d’informazione locali. Già devo spendere molto tempo per riuscire a documentarmi correttamente,s e dovessi farlo anche per la stampa nazionale credo che non avrei più spazio per niente altro. Gabriele Cervi, che fra l’altro ha pubblicato un libro-denuncia dal titolo “Diario di una scuola lager”, è convinto che la strada delle lettere al direttore sia uno degli strumenti principali della democrazia: Scrivere ai giornali è l’unico mezzo che un cittadino comune, senza potere come me, ha a disposizione per poter esprimere la propria opinione, per denunciare tutto quello che non funziona nella nostra società.
INTERVISTA
Di G. GUGLIELMONE
UN SITO PER I BIMBI ABBANDONATI
IL PROMOTERE GABRIELE CERVI:
ON LINE SEGNALAZIONI E DENUNCE
INTERVISTA PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA
GIOVEDI 12 DICEMBRE 2002
Un sito Iternet “Made in Cremona” che lancia una sfida importante e che farà parlare di sé a lungo. Si chiama www.aiutobambini.it ed ha come finalità quella di far conoscere la realtà dell’infanzia abbandonata nel nostro Paese, “un dramma nel dramma” spiega Gabriele Cervi, il promotore, noto anche per aver dato vita a Contromobbing, la prima associazione cremonese in prima linea contro le vessazioni sul posto di lavoro.. Il sito spiega Cervi, adottato all’età di tre anni, dopo l’istituto è nato per dare voce a chi voce non ha ovvero i bambini abbandonati e istituzionalizzati. Mi sono impegnato in prima persona affinché si giunga al più presto alla chiusura degli istituti-orfanatrofi, come mi sono dato da fare perché no si debba mai più restare in orfanotrofio (istituto) fino a 18 anni, cosa che ritengo essere un crimine sociale”.
Il sito spiega Cervi è supportato anche da documentazione cartacea e da un demo” La documentazione cartacea è stata racchiusa in un vero e proprio libro, tradotto in inglese. Quest’ultimo testo sarà inviato entro la fine di dicembre al segretario dell’Onu per l’Infanzia, Paul David come informativa e come denuncia dell’attuale situazione italiana, ed alle massime autorità e istituzioni europee. Il testo in italiano, invece sarà inviato alle autorità italiane, al cominciare dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e al Papa. Lo scopo del sito prosegue Cervi è immediato vivo: seguirà giorno dopo giorno lo svolgersi degli eventi. E’ stato possibile realizzarlo per merito di Mauro Meli, e a Paola Contini che ha tradotto gratuitamente in inglese le oltre duecento pagine del mio libro dando la possibilità di far conoscere anche all’Onu la gravissima situazione dell’infanzia abbandonata nel nostro paese. Il sito oltre all’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica si propone anche come strumento operativo. Alcune sezioni,infatti offrono la possibilità di comunicare con Cervi allo scopo di segnalare situazioni anomale. In un secondo momento si provvederà ad informare , se del caso, enti e istituzioni,. Magistrature inclusa.
06 Agosto, 2004
LA TESTIMONIANZA Gabriele Cervi, 48 anni, ora padre di famiglia. EX BAMBINO IN ORFANATROFIO , LOTTO PER CHIUDERE QUEI LAGER
Spettabile welfarecremona.it, il 6 agosto sul quotidiano nazionale IL GIORNO è stato pubblicata una mia intervista. Sono stato contatto dalla redazione di Roma e la cosa mi ha fatto molto piacere in quanto nella stessa intervista è stata pubblicata anche il parere del sottosegretario al welfare Maria Grazia Sestini. Alla presente allego l'intervista nella speranza che possa essere pubblicata nel vostro importante e utile sito. Grazie Gabriele Cervi LA TESTIMONIANZA Gabriele Cervi, 48 anni, ora padre di famiglia EX BAMBINO IN ORFANATROFIO LOTTO PER CHIUDERE QUEI LAGER Intervista rilasciata al giornale IL GIORNO QUOTIDIANO NAZIONALE VENERDI 6 AGOSTO Di Elena G.Polidori ROMA – I ricordi sono nebulosi perché ormai sono passati 45 anni: è una vita. Ma quelle sensazioni di abbandono, frustazione, l’angoscia della solitudine hanno segnato profondamente Gabriele Cervi, 48 anni, oggi padre e marito ma “figlio di nessuno”, lasciato a tre anni in un orfanatrofio di Cremona e adottato a 6 anni da una famiglia che ha saputo dargli affetto e che gli ha consentito lentamente di diventare “un uomo normale”. Oggi Cervi porta avanti una lotta molto personale: fare chiudere gli istituti per l’infanzia abbandonata. Sono tanti. E anche se la legge Turco del 2001 ne prevede la chiusura nel 2006, Cervi ‘è convinto che le cose non cambieranno. “Dietro gli istituti spiega c’è un colossale giro di denaro e esiste persino una lobby parlamentare che è contraria a che questa legge vada in porto. Eppure ci sono ancora orfanatrofi lager dove i bambini subiscono violenze, specie nel Sud, ma questo non conta; l’importante è che restino chiusi negli istituti fino a 18 anni , per continuare a alimentare il giro di denaro e l’occupazione di chi lavora in quelle strutture. Invece bisognerebbe dare a questi giovani la possibilità di evolversi al di fuori di quelle mura. Qual è il ricordo più brutto che ha della sua prima infanzia in orfanatrofi? “Più che un ricordo netto sono sensazioni di isolamento. Ma forse c’è stato di più se subito dopo l’adozione sono stato ricoverato in ospedale: non parlavo, ero disturbato. All’epoca i miei educatori andavano abbastanza per le spicce e qualcosa deve avermi traumatizzato al punto da ridurmi al silenzio. Non ricordo perché, ma ci sono voluti anni e un lavoro pesante per superare la timidezza e i complessi: ero un asociale totale. Quei primi anni in orfanatrofio hanno segnato gran parte della mia vita in negativo”. Quando ha scoperto di essere stato adottato? A 15 anni. Le notizie che ho riguardo ai miei genitori sono frammentarie; mia madre naturale, esponente di una facoltosa famiglia di Cremona, è morta molto giovane per un tumore alle ossa. Non era sposata e forse la famiglia, venuta meno lei, ha pensato che fossi d’impaccio. E’ stata la sua traumatica esperienza a spingerla a condurre questa lotta per la chiusura degli istituti….. Si . Ritengo che l’istituto debba essere utilizzato solo in una fase transitoria tra l’abbandono e l’affidamento-adozione. Ho scritto un libro nel quale sono contenuti anche documenti, atti giudiziari portati avanti da giudici, a cui dei giovani appena maggiorenni si erano rivolti per rivalersi contro istituti, dove erano stati sottoposti a torture, sevizie e altre angherie. Sono istituti presenti soprattutto nel Sud, ma anche a Roma ci sono stati episodi tragici che hanno coinvolto istituti per bambini abbandonati. Oggi, poi, il riconoscimento del mobbing da la possibilità a questi ragazzi a cui viene tolta l’infanzia, di rivalersi per danno esistenziale. Ha mai pensato di fare altrettanto? No, anche perché non ricordo molto. E’ più importante invece lottare, perché quei lager non esistano più.
28 Giugno, 2004 Dalla parte dei bambini...di Grabiele Cervi L'Associazione Contromobbinbg onlus di cui sono Presidente ha adottato idealmente l'infanzia abbandonata del nostro Paese.
Spettabile Redazione di www.welfarecremona.it chiedo cortese ospitalità per informare i fruitori del suo sito che l'Associazione Contromobbinbg onlus di cui sono Presidente ha adottato idealmente l'infanzia abbandonata del nostro Paese. Perchè qualcuno legittimamente si chiederà di questa strana sortita.?? Rispondo subito, il perchè risiede in un articolo del Prof. Massimo Dogliotti Magistrato della Corte di appello e Docente di diritto all'università di Genova dove afferma che il minore istituzionalizzato in orfanatrofio (in istituto) può chiedere il risarcimento del danno esistenziale per questa sua lunga non voluta detenzione. L'Istituzione è responsabile in quanto aggiunge emarginazione ad emarginazione, carenze a carenze istituzionali. Forte anche del fatto che il diritto del fanciullo allo sviluppo pieno ed armonico della sua personalità trova sicure garanzie in famiglia . Cosi non è in istituto, quindi il minore costretto a restare in un orfanatrofio (in quanto le istituzioni non hanno provveduto a trovargli una famiglia affidataria o adottiva), può richiedere un risarcimento per aver subito un danno esistenziale. E' per questo specifico caso, danno esistenziale (richiesta che rientra nel mobbing), che la mia associazione, può entrare a pieno titolo, per tutelare l'intera infanzia abbandonata. So che sarà- un compito non facile, ma sono sicuro, che questi ragazzi oltre ad avere da oggi una voce vera , autonoma ma soprattutto amica, la medesima voce, sarà in grado di rendergli a breve una famiglia e nel contempo anche la libertà ..... Comunico inoltre che ho realizzato alcuni oggetti ( scatole, porta CD, libri antichizzati ecc) che saranno esposti ai primi di luglio in una libreria cittadina per sensibilizzare l'opinione pubblica e non, sulla piaga sociale, che vede il nostro paese fruitore ancora di orfanatrofi business (alcuni tra l'altro risultati lager) dove vengono parcheggiati minori istituzionalizzati che per un calcolo di mera mercimonia non avranno mai una famiglia. Questi oggetti saranno donati (io mi autofinanzio) a tutti coloro i quali ritengo possano aiutare questi minori abbadonati. A tutt'oggi ho avuto riscontri positivi da parte del Santo Padre Giovanni Paolo II, dal Presidente della Repubblica Prof. Azeglio Ciampi, dal Presidente della Camera dei Deputati On. Casini Gabriele Cervi (Presidente Associazione Contromobbing Onlus)
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