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MAIL A RAFFAELLA CARRA 

 

Cremona 28 Dicembre 1998

Alla cortese attenzione della Sig.ra Raffaella Carrà

Conduttrice dello spettacolo “Caramba che fortuna”

 

Illustre Sig.ra Carrà,

     Mi scusi se la disturbo, so che Lei è impegnatissima, con il suo fortunato programma, ma le scrivo, in quanto ho letto la bella intervista che il settimanale Oggi le ha fatto relativa al suo più che legittimo desiderio di essere mamma. (…) Sono da anni che mi batto, per la chiusura  degli orfanotrofi, certo non è facile, in quanto checchè ne dicano, questi istituti , questi contenitori, bene o male sono un business.

     (….) Lei ha dichiarato (al settimanale oggi) che se un giorno approveranno la legge che permette l’adozione anche ai sigle, sarà la pirma a chiedere un bimbo.

     Io glielo auguro di cuore, e per questo le mando  una documentazione cartacea testimonianza delle mie battaglie fin qui fatte a favore dell’infanzia abbandonata.

     Sono certo che Lei , essendo un personaggio pubblico, potrà fare qualcosa per Loro!!.

GABRIELE C.

CREMONA 5 APRILE 2006 BREVE COMMENTO DI

GABRIELE

Sono contento di questa trasmissione che Raffaella Carra dopo anni (probabilmentedi riflessione) ha realizzato. Una cosa vorrei dire, che ben vengano le adozioni a distanza(anche se la parola adozione è impropria in quando non si tratta di adozione ma invero di sostegno a distanza....)così si aiutano i bambini e i loro genitori non abbienti una volta quando non c'era un vero controllo si rischiava di portare via i bambini solo perchè i propri genitori erano poveri..Purtroppo debbo riscontrare che in questa bella trasmissione  non si parla di adozioni nazionali, non si parla dei 25mila ragazzi costretti  a restare negli orfanotrofiitaliani in quanto le nostre istituzioni  per mercimoniapreferiscono istituzionalizzare i minori invece di optare per un affido o una adozione. Questo vorrei che la simpatica conduttrice denunciasse nella sua bella e valida trasmissione, spezzando una lancia a favore di questi ragazzi che chiedono solo amore, di essere amati e di amare ma  che  nessuno nel nostro paese vuole aiutare.

 

MANCANO ALL’AFFIDO VENTIMILA BAMBINI

LE ASSOCIAZIONI ACCUSANO LE ISTITUZIONI

E LANCIANO UNA CAMPAGNA PER CHIUDERE GLI ISTITUTI.

      VENTIMILA. Tanti sono i minori che in Italia sono ancora rinchiusi in centri o case alloggio. Perché, in molte Regioni l’affidamento familiare è ancora sconosciuto e la legge fa di tutto per scoraggiare le famiglie che vogliono prendersi cura di un ragazzo.

      La soluzione? I genitori devono essere sostenuti e diventare i consulenti di tribunali e servizi sociali.

      UN APPELLO PER SVUOTARE GLI ISTITUTI.

      TANTI SONO I MINORI CHE RISULTANO RICOVERATI IN ISTITUTO (perché tale è non solo la mega struttura stile orfanotrofio di una volta, ma anche la più moderna e agile casa alloggio) dal censimento effettuato dal  Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull’Infanzia e l’Adolescenza che ha sede a Firenze.

      Bambini dimenticati? Si, secondo l’Anfaa  che, anzi parla di 20 mila minori istituzionalizzati aggiungendo ben 4 mila bambini disabili non conteggiati nel censimento ministeriale del giugno’98. E che lancia una massiccia campagna di mobilitazione perché  si possa finalmente dire “Istituti mai piu’: Come? Puntando sull’affido.

                                                     TESTIMONIANZE

 

 

Cremona, 9 aprile 2006

Alla cortese attenzione della Conduttrice della

Trasmissione AMORE RAFFAELLA CARRA

RAI 1 inviato tramite E mail

Oggetto: appello infanzia abbandonata italiana

 Illustre Sig.ra Carra, ho seguito con molto interesse e trasporto

la Sua interessantissima Trasmissione Amore.    Gli argomenti

trattati sono da me condivisibili in quanto da anni mi batto per

dare voce a chi voce non ha: l’infanzia abbandonata E’un mondo variegato formato da bambini, ragazzi che attualmente vivono in miriadi di orfanotrofi (pardon ora li chiamano istituti, case famiglia),   Ragazzi di cui quasi nessuno parla pubblicamente, come se fossero quasi (appestati ) addirittura non facenti di questa nostra terra, di questa nostra comunità italiana. Io mi ero reso latore di una particolare lettera che Le avevo inviato nell’ormai lontano 1987 in cui le chiedevo (allora presentava Carramba) di parlare di questi ragazzi (rinchiusi negli orfanotrofi italiani), oggi a distanza di 8 anni circa Le richiedo se nella sua bellissima trasmissione può fare un piccolo accenno a questi ragazzi, (sono circa 25mila) dando a loro una speranza di poter presto trovare una famiglia affidataria o adottiva. Non le racconto la mia storia, in parte se vorrà la potrà trovare nel mio sito www.aiutobambini.it  dove parzialmente troverà il mio modesto impegno per dare voce a questi ragazzi, abbandonati due volte, prima dai propri genitori e poi dalle nostre istituzioni e da coloro i quali dovevano e dovrebbero garantire a loro  un futuro.

Si metta una mano sul cuore la prego e grazie per la sua generosità d’animo e per la sua trasmissione con la quale sta dando futuro a tanti bambini dove l’unica loro sfortuna è di essere nati in paesi poveri. Grazie di questa grande opportunità.

BREVE INTERVISTA A Gabriele.

MARZO 2006

cosa ne pensa della trasmissione della Carrà

Interessantissima e importante perchè finalmente ha reso pubblico un fenomeno mondiale, che riguarda i minori indigenti dell'intero pianeta. Questa trasmissione ha il merito di far conoscere la realtà e questo è già lodevole in  un paese come il nostro dove la realtà molte volte dagli stessi mass- media viene filtrata.. Questo mi creda... lo trovo un miracolo.

Si però lei sostieni che dovrebbero parlare anche dei nostri minori abbandonati.

Si è vero, ma purtroppo questo non è possibile in quanto l'attuale status quo non lo permette, perchè questi ragazzi istituzionalizzati  sono portatori loro malgrado di variegati interessi nazionali, regionali e locali quindi è meglio parlare di adozioni, pardon sostegno a distanza, il terreno italiano  per quanto riguarda gli orfanatrofi italiani è assai minato e non solo da oggi.

 Ma perchè nessuno si prende a cuore per risolvere questa ingiustizia questo crimine sociale così come da lei più volte chiamato!!

Vede, la domanda è che non si vuole publicizzare questo crimine, l'Italia non può permettersi di essere additata come uno stato dove il diritto è un optional....Viviamo nostro malgrado in un paese iperipocrita dove la menzogna si sposa con lo status quo. Vede se io invece di essere un perfetto sconosciuto fossi stato un personaggio pubblico importante (qualsiasi personaggio : attore, giornalista, avvocato di grido, cantante, politico ecc) la questione si sarebbe risolta, ma essendo io ribadisco un perfetto sconosciuto,anche se la mia battaglia è sacrosanta, non porterà a nessun miglioramento, in quanto il cambiamento reale avviene solo se chi lo prospetta ha il potere di concretizzarlo.

Quindi lei si ritiene un fallito.

No, non ho detto questo sostengo invece che in questi anni dieci per la precisione, non ho ottenuto gran che se non qualche attestato, qualche benevolo riscontro da alcuni menzogneri personaggi , che come al solito a parole ti illudono (soprattutto i nostri politici in questo sono maestri) e che poi alla fine, non si impegnano in quanto non vedono  in questa operazione un business.Ma ricordati solo queste persone se vogliono possono fare del bene ed aiutare chi ha veramente bisogno, le persone come me, il cittadino qualunque in quanto tale non è considerato. Raffaella Carra ha aperto una porta già aperta.. però ha avuto il merito di riproporre questa benemerita azione a livello nazionale facendone una trasmissione. La stessa cosa potrebbero fare per gli orfani, incentivando gli affidi e la adozioni.... ma non lo fanno.... e perchè non lo fanno??

Pseudo volontariato  che cosa pensa di questo volontariato.

Il volontariato vero per me è quello che si regge sulle proprie gambe, io per esempio faccio volontariato da più di dieci anni ma non mi sono mai sognato di chiedere una lira per far fronte alle spese che la mia battaglia richiede. Mi autofinanzio, e nel mio piccolo , sottolineo nel mio piccolo sono fiero di ciò che faccio perchè lo faccio con quella purezza che accomuna tutti i minori negli orfanatrofi.

 Ma il volontariato senza soldi non potrebbe progettare e quindi realizzare numerevoli e benemeriti interventi..

Sicuro, ha ragione, io non sono contro le donazioni, o alle elargizioni e quant'altro, sono un pò contrariato in quanto oggi si è inflazionato, tutti chiedono soldi, tutti chiedono una mano.... e questa mano va data volentieri, ma attenzione ai soliti furbi.... l'ultimo episodio risale a pochi giorni fa.. quando a nome di Tommy talune pseudo associazioni chiedevano soldi, ora sono stati mascherati, ma ovviamente i genitori di Tommy purtroppo hanno subito altra immane sofferenza. 

Bene e con i  minori, allora che fa getta la spugna!!!:

No, io non mollo, vorrei però che qualcuno, più importante del sottoscritto, qualcuno che non sia un semplice cittadino comune ma un personaggio si accollasse questo onere ed onore di dare voce a chi voce non ha l'infanzia abbandonata e istituzionalizzata italiana. Qui ci sarebbe molto da dire e da fare e certamene gli italiani sarebbero i primi a rispondere ed ad aiutare questi minori istituzionalizzati.

Ma questa è pura utopia..

No, è soltanto una speranza, per ora è un sogno... chissa!!! forse un giorno qualcuno vorrà fare uscire questi ragazzi dalla riserva indiana dove ora sono segregati.... in fondo loro, i minori,  non vogliono nulla se non ribadire un proprio diritto che è quello di non marcire fino a 18 anni in un orfanatrofio. Mi dica se questo non lo trova un crimine sociale italiano, mi dica  lei cosa è....

                     

 

     Lassù nel cielo ora c'è un nuovo Angelo

si chiama Tommy, mentre sulla nostra

 martoriata terra il diavolo esulta in quanto ha fatto nuovi

proseliti.   Ciao Cucciolo.         

                             2 aprile 2006 data che unisce Tommy e il Santo Padre

                         

                              Oggi ricorre il primo anniversario     

                               della morte di Giovanni Paolo II.

                                Il SANTO PADRE per tutti coloro

                                i quali lo portano nel  cuore non

                                 è mai morto.