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IL LABIRINTO DEL MOBBING LE NOSTRE BATTAGLIE APPARSE SUI GIORNALI 

            IL CORRIERE DEL MOBBING: RESPONSABILE

     GABRIELE CERVI POTETE SCRIVERE

A: cervi.gabriele@libero.it

                                                 cell. 3408251684
 
 

 

MOBILITAZIONE DI VOLONTARI CONTRO

LE LENTEZZE DELLA GIUSTIZIA

Egregio Direttore, come si evince da un articolo pubblicato sul suo

quotidiano il 23 gennaio, il nostro Paese (sempre più mediocre e incivile

a parere mio) si è aggiudicato la maglia nera per le condanne subite nel 2000

davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani; questo lo si deve soprattutto alla

 lentezza dei processi. Le condanne inflitte allo Stato Italiano dalla Corte di

 Strasburgo sono state per l'anno appena passato 233. Come Associazione

 Contromobbing Gruppo di Autoaiuto Onlus, siamo interessati

(in considerazione anche del fatto che abbiamo attualmente soci che

hanno da anni in corso cause processuali penali e civili), che questa

anomalia tipicamente italiana — appunto la lentezza dei processi —

sia al più presto debellata. Ora è prematuro parlarne, ma abbiamo già

messo in agenda un programma che vedrà i nostri volontari in prima

 fila per attivarsi contro questa ingiustizia politica istituzionale.

Come primo concreto aiuto, possiamo dire che per chi attualmente

 ha un processo in corso da tre anni (penale o civile), c'è la possibilità

 di ottenere un risarcimento. La nostra associazione è a disposizione

 oltre che per le informazioni di rito, anche per supportare il lavoratore

 che decide di fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo.

LA PROVINCIA - DOMENICA 4 FEBBRAIO 2001: LA PAROLA AI LETTORI

LA MIA ATTIVITA’ POLITICA MI E’ SERVITA

E’ STATA UNA VERA PALESTRA DI VITA

Al direttore del settimanale

Il Piccolo

Caro Direttore,

mi permetta di replicare al Signor Masseroni  che nel leggere la mia lettera pubblicata

dal suo settimanale il 24 febbraio ha ritenuto legittimamente di replicare. Premesso che

 non ho nulla che mi lega al Signor Masseroni se non una fugace conoscenza politica

risalente a più (ahimè) di 20 anni fa, prendo atto che il medesimo nonostante, l’età

 (ha la fortuna di essere più anziano del sottoscritto) si è conservato bene, nel senso

che lo ritenevo e lo ritengo il classico conservatore che politicamente si assembla

con molta disinvoltura ai Laeder politici del momento. Ti ringrazio Masseroni, per aver

 detto che ero un bravo ragazzo, questo mi fa piacere, e tramite questa pubblica missiva ti

assicuro, che se pur non più ragazzo sono rimasto una brava persona. Per quanto riguarda

il mio vissuto politico, ha dimenticato , di dire che io oltre aver ricoperto cariche

importanti (come vice segretario regionale dell’organizzazione dei giovani

socialdemocratici, segretario organizzativo provinciale e segretario cittadino

del Psdi) ho speso tanti anni inutili dal lato remunerativo, ma utili per la mia

personale formazione facendo pura attività politica senza scopo di lucro..

Passavo ore ed ore (alcune volte tornavo oltre le due di notte a casa) per fare

articoli che mandavo ai giornali locali e che firmavo come segreteria giovanile

e più avanti come federazione del Psdi. Certo non scrivevo ipocritamente come

scrivono i politici professionisti o i loro cortigiani. Denunciavo alla pubblica

 opinione certi fatti che ritenevo importanti, politicamente. Allora c’era la P2

(forse il tuo amico Berlusconi ne sa qualche cosa!!). Facevo articoli contro gli

spacciatori di droga ecc. Tutto ciò mi ha reso indigesto, scomodo e allora anche

con il tuo contributo sono stato fatto fuori … e probabilmente anche con il

contributo di alcuni Massoni…. Tutto questo mio lavoro era da me autofinanziato,

dalla carta, ai bolli e alla distribuzione personale. Questo lo facevo non perché

avevo mire politiche i di prebende, (tu ti davi da fare giustamente perché eri sindaco

di Pescarolo), ma perché credevo come oggi credo che una informazione libera sia

importante per la crescita comune del nostro sistema del nostro territorio.

Ti sei dimenticato di dire che avevo costituito un bel gruppo di giovani attivisti

e che dopo il golpe fatto da alcuni notabili che tu da buon conservatore dello status

quo difendevi rigettarono in massa la tessera, Non mi piace quando poi fai di tutta

un erba un fascio. Quando per esempio tu dichiari che io additavo i dirigenti di

allora con affermazioni inutili e pesanti, dimentichi  di citare le motivazioni di

fonda ma soprattutto non citi che io più di una volta ho difeso alcuni dirigenti

(persone importanti come tu giustamente affermi) in quanto li stimavo per la

loro voglia di fare e per il loro buon senso. Bravissime persone che condividevano

i miei medesimi ideali e impegno. Tra loro c’erano dirigenti di Cremona ma anche 

 di Crema e prov., Casalmaggiore, Soresina ecc. Del resto la base del partito era sana

in quanto composta da brave persone, che si limitavano a votare il partito, ed a pagare

 la tessera che gli arrivava a casa ma che ahimè non frequentando la federazione

non erano al corrente delle problematiche organizzative e gestionali della medesima.

Quando poi tu Masseroni affermi che: Berlusconi può essere che abbia rubato ma va

anche detto che ha creato alcune migliaia di posti di lavoro dimostri una disistima nei

confronti del tuo Leader politico di forza Italia. A questo punto mi pare che nel mio scritto

che hai messo sotto accusa, traspare più garantismo da parte mia nei confronti di Berlusconi

che da parte tua!!! Sostiene ancora che io sarei la persona meno adatta nel sostenere certe

affermazioni dicendo che cosa ho fatto di concreto nella mia vita, ma aggiungi poi che non

ti interessa saperlo, posso dire di aver lavorato in questi anni tanto, per il bene comune

(come allora) e sono riuscito con delle brave persone a fondare una associazione onlus

contromobbing che opera per la salvaguardia dei diritti civili di tutti indistintamente.

 Siamo unici, non solo perché ci autofinanziamo, ma perché aiutiamo tutti coloro i quali

 hanno problemi sul proprio posto di alvoro, non dimenticando di aiutare nel contempo

anche molti datori di lavoro. Questo caro Masseroni, se seguivo il tuo status quo non

avrei mai potuto francamente realizzarlo. I sacrifici sono tanti in quanto non sono un pensionato

come tu giustamente sei, ma grazie agli insegnamenti che ho  avuto da parte di mio padre

e alla esperienza fatta sul campo (mi è servita anche quella fatta in politica) riesco ad essere

un punto di riferimento valido per tutti coloro i quali chiedono verità ed una aiuto

disinteressato, Non credo che sia poco..

Gabriele Cervi .

Presidente Ass. Contromobbing

 

MOBBING ANCHE IN CORSIA

NEL MIRINO UNA DONNA

Altro caso di presunto mobbing a Cremona. E la parte della vittima  tocca, ancora una volta a una donna. Teatro  della vicenda una struttura sanitaria della città. La storia è venuta a galla negli ultimi giorni e potrebbe, di qui a poco innescare un iter giudiziario. Si tratterebbe di una  vera e propria forma di terrorismo psicologico. Qualcosa che va ben oltre rapporti interpersonali pessimi che, al più, sembrano rappresentare soltanto il punto di partenza. Gli strumenti cui avrebbero fatto ricorso coloro che secondo la donna stanno dietro il mobbing sono il demansionamento accompagnato da una sequela di spostamenti da un luogo all’altro di lavoro che la donna considera del tutto arbitrari.Insomma un casso. Difficile a giudicare da come le cose sembrano essersi messe, che la via di uscita posa essere rappresentata da una mediazione all’interno della struttura.Il fenomeno mobbing si è affacciato a Cremona in maniera a dir poco fragorosa. Lo dimostrano i casi già approdati in tribunale dei quali si sono occupati di recente le cronache. Ma in città c’è chi può dare uan prima risposta a coloro che sospettano di essere caduto in quel pantano. Si tratta dell’associazione contromobbing  presieduta da Gabriele Cervi. I casi trattati dalla associazione  (incluso questo) sono tanti, alcuni dramatici.

 Articolo pubblicato dal quotidiano La Provincia  6 marzo 2002

LA CRONACA DI CREMONA, CASALMAGGIORE E CREMA - MARTEDÌ 1 MAGGIO 2001

ASL, CASO DI MOBBING RISOLTO DAL DOTT. SORRENTINO

Egregio Direttore,Mi consenta cortesemente, tramite la rubrica: 'La parola ai lettori', di ringraziare pubblicamente a nome dei soci fondatori dell'Associazione Contromobbing gruppo di autoaiuto il direttore generale dell'Ospedale, dott. Alfredo Sorrentino per aver prestato la sua importantissima e fondamentale opera di mediazione per risolvere  serenamente un caso di vessazioni subite da una dipendente della Azienda Ospedaliera. Nei due incontri avvenuti con il dott. Sorrentino (in data 2 e 9 aprile), abbiamo avuto anche l'opportunità di farci conoscere come associazione. Siamo gratificati di questo esito positivo che ci ha permesso di fare informazione ma nel contempo anche prevenzione che è il principale scopo che l'associazione si prefigge di ottenere. Non dobbiamo dimenticare che questi casi se non risolti in tempo sono onerosi e pericolosi anche per l'Azienda stessa, in quanto ne deriva un costo immenso (...). Il servizio che svolge la nostra associazione è completamente gratuiti ed il costo per i nostri assistiti è zero, chiediamo però (...) l'onestà di intenti.LAVORATORI SEN

LAVORATORI SENZA DIRITTI,
INCENTIVO ALLA VIOLENZA

 

Caro Direttore,
con riferimento alla mia lettera pubblicata dal quotidiano La Voce ieri 8 c.m. dal titolo “Strage di Catania e lavoro precario” dove Ella gentilmente ha formulato una breve risposta, vorrei precisare come Presidente dell’Associazione Contromobbing Onlus alcuni punti che ritengo importanti per capire lo scopo di questo mio scritto.
Quando ho formulato la domanda: cosa può fare un povero cristo che si vede (non per propria scelta) con le spalle al muro in quanti altri per lui hanno deciso il suo iniquo futuro lavorativo… simile domanda non era una scusa o una giustificazione per avallare la scelta di chi ha sparato a sangue freddo su cinque persone, gesto tra l’altro dal sottoscritto ampiamente condannato come folle, ma bensì ho voluto denunciare pubblicamente l’attuale illegale strategia politico-economica relativa al mondo del precariato lavorativo che sta creando ribadisco una pericolosa destabilizzazione nello stesso apparato istituzionale perchè tale scelta è anticostituzionale in quanto va contro la tutela dei lavoratori.
Per quanto riguarda il meridione, poi la situazione è più che allarmante, direi drammatica, se da noi sulla pelle del lavoratore precario si è creato un notevole business politico-istituzionale-associativo nel meridione oltre al business, c’è anche la povertà endemica che da sempre soffre questa nostra importante parte del Paese. Qui i sindacati dovrebbero a mio avviso intervenire, a muso duro, perché molte situazioni di lavoro precario, possono sfociare in atti di violenza contro le stesse istituzioni che si trovano ,loro malgrado, ad operare in una situazione illegale e non di pari opportunità..
Certamente questa forma di lavoro precario è portatrice anche di mobbing…in quanto questi lavoratori sono costretti loro malgrado a lavorare senza diritti e quindi sono più soggetti a subire impotenti, ricatti e pressioni.
Gabriele Cervi
Lettera pubblicata dal quotidiano La Voce Sabato 10 maggio 2003

 

Vessazioni sul lavoro.

LA RISPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE CONTROMOBBING

Caro Direttore,
ho letto giovedi 25 c.m. la lettera dal titolo “L’Ignoranza altrui mi ha fatto perdere il lavoro” a firma di una lavoratrice (anzi ahimè ex lavoratrice), di Crema, che asserisce di aver perso il proprio posto di lavoro, per motivi di gelosie e invidia..!! La donna purtroppo ora che ha perso questo lavoro non ha altre entrate e si cruccia ( giustamente) per il fatto che le sue attuali condizioni economiche
non le permettono nemmeno di avvalersi di un avvocato per chiedere giustizia. Questa lettera mi ha colpito profondamente in quanto anche a me è capitato nel corso della mia vita lavorativa di imprecare le mie modeste condizioni economiche, che non mi permettevano di aiutarmi e anche di aiutare gli altri. A distanza di anni, le mie condizioni economiche no sono certamente migliorate, ma sono riuscito trovando un gruppo di oneste persone (che condividono con me oltre alle non floride condizioni economiche, anche veri ideali e valori) a costituire una associazione senza fini di lucro che non chiede soldi a nessuno per far del volontariato, ma che ha come principale scopo
di aiutare disinteressatamente e gratuitamente, chi si trova in difficoltà sul proprio posto di lavoro. Ribadisco, questa storia mi ha colpito profondamente in quanto se la medesima avrà dei riscontri probatori (come auspico, per il bene di questa donna), sarà l’ennesimo arbitrio che si consuma in ambito istituzionale sulla pelle di lavoratori capaci ed onesti. Per questo la mia associazione (dove molti si rivolgono come ultima spiaggia), è da oggi a disposizione di questa signora.
Gabriele Cervi
Presidente associazione contromobbing onlus
Lettera pubblicata dal quotidiano la Voce di Cremona-Crema sabato 27 settembre 2003

GIOVANI E POLITICA. I CATTIVI ESEMPI C’ERANO

ANCHE NEGLI ANNI OTTANTA.

Egregio Direttore,
ho letto la lettera pubblicata martedì 14 c.m. dal titolo “I giovani d’oggi non si impegnano nella politica” a firma del Segretario generale della Cisl di Cremona Mario Daina. Il Segretario della Cisl si lamenta (a ragion veduta) della attuale classe politica in quanto la medesima ha trasmesso alle giovani generazioni nei confronti della politica sentimenti di indifferenza e disinteresse. Sono parzialmente d’accordo con Daina ma questo disinteresse è un male che la politica da decenni è portatrice. Erano i  primi anni ottanta quando il sottoscritto non ancora ventitreenne spinto da profondi ideali, iniziai a far politica e dopo una profonda gavetta nel movimento giovanile fui eletto senza compromessi e complotti (cosa rarissima nel mondo politico) segretario cittadino: Questa carica era da me ambita in quanto ero cosciente che solo avendo una carica direttiva importante (equiparabile per importanza alla Sua Signor Daina), potevo finalmente mettermi al servizio della gente, per aiutarla, ma soprattutto per addivenire al bene comune. Ma purtroppo il mio sogno non si realizzò in quanto mi feci troppi nemici nel denunciare pubblicamente che i partiti non erano altro chee comitati d’affari. Questo mi costò la carica e addirittura l’allontanamento da quel partito (…). Le cose oggi nel 2003 non sono cambiate (…).
Gabriele Cervi
(Presidente Associazione Contromobbing Onlus Cremona)
Lettera pubblicata dal quotidiano La Provincia venerdi 17 ottobre 2003

 

MOBBING, I LAVORATORI POSSONO ESSER TUTELATI


Caro direttore, ho letto sul suo quotidiano l’interessante articolo relativo ad una circolare dell’Inail dove si descrive le caratteristiche della persecuzione data da mobbing. Anzi si evince che l’Inail riconosce il “mobbing” come malattia da lavoro.
A questo proposito, possiamo dire con orgoglio, che l’Inail ha riconosciuto recentemente ad un nostro assistito, (dopo opportune ricerche abbiamo appurato che è stato il primo caso riconosciuto a livello Nazionale), un danno permanente: una neurosi d’ansia con depressione dovuta ad una situazione di mobbing perpetuata in anni. E’ il primo riconoscimento ribadiamo a livello nazionale che l’Inail ha quantificato in circa 12mila euro. E’ dal 1998 che l’associazione contromobbing tramite il proprio gruppo di auto-aiuto supporta questo lavoratore (ex capofabbrica) e dopo una lunga battaglia legale il giudice del lavoro di Cremona, Simona Gerola, gli ha riconosciuto il danno morale, condannando la stessa Azienda a rimborsargli 100 milioni delle vecchie lire. Questo caso comunque non è ancora chiuso, ed a breve ci saranno ulteriori ed eclatanti sviluppi. La nostra associazione vive di propri finanziamenti e non fa tesseramento alcuno, la nostra assistenza è totalmente gratuita,dai nostri assistiti chiediamo però onestà d’intenti cosa alquanto rara, ma non (per fortuna) scomparsa sul lavoro.
Collaboriamo in piena autonomia ma in sinergia con le istituzioni
  e anche con gli stessi sindacati (se il caso lo richiede) ultimamente abbiamo collaborato con la Cgil e la Cisl, questo sempre per il bene dei nostri assistiti.
Gabriele Cervi
(Presidente Associazione Contromobbing Onlus)
Articolo pubblicato dal quotidiano la Voce di Cremona  Sabato 3 Gennaio 2004.

EX CAPOFABBRICA “MOBBIZZATO”
L’INAIL GLI RICONOSCE IL DANNO

E’ IL PRIMO CASO A Cremona e in Lombardia: L’Inail ha certificato, nero su bianco il mobbing e ha riconosciuto a un nostro assistito il danno permanente, una neurosi d’ansia con depressione. E’ un risultato importante per Gabriele Cervi, presidente dell’associazione Contromobbing gruppo di aiuto onlus, che dal 1998 segue, passo dopo passo, un ex capofabbrica, che lasciata l’attività in proprio,d al 1992 al gennaio 1995 fu assunto fu assunto in un’azienda in provincia. E’ la storia di pressioni, perché mi licenziassi, ma io ogni giorno mi presentavo al lavoro e venivo messo in una sala riunioni a no fare niente, racconta l’ex operaio, il quale dopo un periodo di malattia, rientrò al lavoro nel settembre 1995 e fui sempre messo in sala riunioni. Finchè depresso, rimasto a casa senza stipendio, intentò una causa del lavoro all’azienda. La prima vittoria alla fine del 1998, quando il giudice del lavoro, Simona Gerola, gli riconobbe il danno morale e biologico provocato dall’impoverimento professionale e dal demansionamento e ha condannato l’Azienda a pagare
all’ex dipendente 100 milioni di vecchie lire: dieci milioni di danno biologico, per tutti i mesi di inattività, calcolati al 50 per cento. Nella causa giudiziaria, ora si è aggiunta la decisione dell’Inail, istituto al quale nel 2001 l’ex capofabbrica, con il supporto del presidente, del segretario dell’associazione e del legale Enrico Forghieri, presentò una istanza come richiesta di malattia professionale in seguito a quanto mi era accaduto in azienda e alle conseguenze. L’Inail ha istruito la pratica. Primo accertamento, la visita del mobbizzato alla clinica del Lavoro di Milano. Diagnosi di ingresso: Sindrome depressiva cronica di sospetto mobbing. Diagnosi alle dimissioni: Disturbo d’ansia con caratteristiche fobico-ossessive, esito di disturbo post-traumatico alla stress occupazionale. Dopo ulteriori accertamenti, quest’anno l’Inail ha accertato all’ex capofabbrica una menomazione dell’integrità psicofisica in una percentuale permanente, liquidando il dano in circa 12 mila euro. Oggi il cinquantenne, che ha un altro lavoro sta bene. Il professore Paolo Pinelli del Centro Medico di Veruno (Fondazione Salvatore Maugeri), con il quale collabora Contromobbing, ha paragonato la sua sindrome a quella dei reduci dal Vietnam. I tempi di guarigione sono più lunghi, ma l’ex capofabbrica è sulla buona strada. (f.mo.).
Articolo pubblicato dal quotidiano La Provincia giovedi 2 ottobre 2003

Risposta a cura del Direttore del quotidiano La Voce: 27 maggio 2003
Caro Cervi
,
intanto la ringrazio per aver accolto il mio invito. La sua associazione, proprio perché si cala nei casi concreti, e non li affronta come se fossero pratiche burocratiche, è particolarmente meritoria. Sono anche convinto, tuttavia, che in qualche caso sia il lavoratore presunto mobbizzato a “mobbizzare” chi gli sta intorno. Ho conosciuto molte persone convinte che il mondo ce l’abbia con loro, quando sono loro ad avercela col mondo. Non dev’essere facile, nei suoi panni, distinguere i torti dalle ragioni.

 

DA ANNI E’ ATTIVA L’ASSOCIAZIONE CONTROMOBBING ONLUS CREMONA
Sono diversi i casi di mobbing nella nostra città e provincia. Lo spiega il presidente della Associazione Contromobbing Onlus Cremona, Gabriele Cervi. L’Associazione ha anche un proprio sito internet che è possibile consultare all’indirizzo www.rbscom.it/mobcr1.html. Non ci sono tessere da pagare e l’assistenza che viene garantita è assolutamente GRATUITA . Di fronte a casi di mobbing il sistema del mutuo soccorso del gruppo che sta vicino alla persona, diventa fondamentale. In queste situazioni, come si evince dalle esperienze di chi le ha vissute e da diversi studi in materia, il senso di solitudine e abbandono sono i principali nemici. Nel mondo del lavoro che si va strutturando, con contratti a termine e flessibilità estrema, le situazioni di mobbing si sono andate moltiplicando rispetto al passato. E’ anche vero che il mobbing è una malattia e uan situazione che è venuta alla coscienza dei lavoratori e dell’opinione pubblica negli ultimi anni.
Articolo di Daniele Rescaglio pubblicato dal quotidiano "LA CRONACA" venerdì 10 ottobre 2003

 

 mobbing una sindrome che si va sempre più diffondendo. 12 milioni i casi stimati in Europa

Quando il lavoro diventa una malattia

Una volta se ne parlava solo quando qualche segretaria denunciava le avances troppo insistenti del suo capoufficio. Da ormai qualche tempo a questa parte il mobbing è una patologia riconosciuta che aumenta di pari passo con l'aumento della competitività all'interno dell'ambiente di lavoro. Si tratta di un'aggressione non fisica, magari neanche verbale, ma psicologica. In particolare il mobbing viene definito come una forma di emarginazione e di terrore psicologico esercitato sul posto di lavoro direttamente dall'azienda con atti chiaramente intimidatori (mobbing verticale) oppure da parte dei colleghi o diretti superiori (mobbing orizzontale). La casistica è piuttosto corposa, tanto che in Europa si parla di più di 12 milioni di vittime di mobbing. E le conseguenze sono piuttosto gravi nel soggetto mobbizzato: dall'incomprensione del meccanismo si passa all'autocolpevolizzazione. Quindi si innesta una progressiva depressione con insicurezza in famiglia e nei rapporti sociali, con un conseguente decadimento delle prestazioni lavorative e la perdita di autostima. Da qui si passa poi alle conseguenze psicosomatiche che possono arrivare anche a provocare infarti o problemi cardiaci nella vittima. Il mobbing è una sindrome che può interessare qualsiasi lavoratore, di qualunque età e livello culturale.

MOBBING, DIRETTORE FINISCE ALLA SBARRA VESSAZIONI SUL LAVORO. UN BATTIBECCO TRE I DUE AL CENTRO DI UNA VICENDA CHE PROMETTE SCINTILLE NELLE AULE DEL TRIBUNALE.
 
 

Egregio Direttore ,
nei giorni scorsi, si sono riuniti i soci fondatori del gruppo di autoaiuto contromobbing onlus per rinnovare le cariche che come da statuto decadono dopo tre anni.
Il Presidente uscente dell’associazione Gabriele Cervi aprendo i lavori ha svolto una breve relazione sull’attività della associazione, fin qui svolta, affermando che gli obiettivi che il gruppo di aiutoaiuto si era prefissato tre anni fa sono stati raggiunti e superati. L’Associazione ha ottenuto dei risultati straordinari sia per quanto riguarda l’informazione, la prevenzione, ma soprattutto per quanto riguarda la mediazione dove dati alla mano  il gruppo di autoaiuto contromobbing ha risolto in positivo (con gli interlocutori delle varie aziende   contattati), numerosi casi di mobbing. Dal lato prettamente medico,  l’associazione ha instaurato un rapporto di consulenza con il Professore. Paolo Pinelli (Università degli Studi di Milano) una delle massime autorità Italiane di Neurologia.Questa prestigiosa collaborazione rivolta alla nostra particolare utenza ci permette di ottenere risultati professionalmente garantiti (data la fama anche internazionale che il Professore ha), e nel contempo non è oneroso in quanto si richiede solo una piccola spesa che è quantificata nel costo del Tiket saniario Questi importanti risultati sono stati possibili (non tanto dalle infrastrutture che non abbiamo), ma dalla esperienza accumulata, dalla disponibilità dei soci fondatori dal non richiedere contributi pubblici e privati, optando per un vero volontariato e nel non fare tesseramento alcuno per non creare una ennesima lobbies  di potere istituzionale e non. Ma soprattuto la carta vincente è l’aver posto l’Associazione al servizio di tutti senza alcuna distinzione nell’ottica del BENE COMUNE PERCHE’ RITENIAMO A RAGIONE CHE L’ASSOCIAZIONE RIENTRA A PIENO TITOLO NEL BENE COMUNE IN QUANTO TUTTI I LAVORATORI OLTRE AD ESSERE un capitale sociale, i medesimi sono da considerare un bene globale di tutta la società in quanto con il loro lavoro producono benessere che a sua volta è il volano per potere creare un futuro ed una stabilità che riguarda l’intero sistema del paese.
Dopo i vari interventi di tutti i soci, sono  seguite le votazioni che hanno visto riconfermato alla unanimità alla Presidenza Gabriele Cervi e la riconferma dei soci fondatori con relative cariche inerenti l’Associazione Contromobbing.
Segreteria Associazione Contromobbing Onlus Cremona
Lettera pubblicata dai quotidiani Il Piccolo e La Cronaca di Cremona

MOBBING, L'INAIL LO INDENNIZZA
Un operaio 50 enne di Cremona 1200 € di risarcimento

UN OPERAIO 50 ENNE DI CREMONA
1200 EURO DI RISARCIMENTO


Una sindrome del tutto simile a quella dei reduci del Vietnam. E’ la malattia che il professor Paolo Pinelli, del Centro Medico di Veruno, ha diagnosticato ad un 50enne di Cremona, vittima del mobbing. E l’Inail di Cremona qualche giorno fa, ha riconosciuto all’uomo un danno permanente, una neurosi d’ansia con depressione dovuta ad una situazione di mobbing continuata negli anni. E’ la prima volta che accade in Lombardia, l’Inail infatti ha accertato all’operaio di Cremona ex dipendente di una grossa azienda del capoluogo, una menomazione dell’integrità psicofisica, liquidando il danno in circa 12 mila euro.
IL PROFESSOR PINELLI HA PARAGONATO LA SIDROME A QUELLA DEI REDUCI DAL VIETNAM.
Il calvario del 50enne inizia a metà degli anni novanta. L’uomo in virtù delle sue capacità viene ricercato dall’azienda in questione, con la quale aveva avuto dei rapporti di lavoro indiretti. Viene assunto come responsabile della produzione, ma ben presto quello che sembrava un posto d’oro si trasforma in un incubo.
Al confronto diretto con i suoi datori di lavoro si trova di fronte ad una realtà molto diversa e quelle che dall’esterno sembravano doti manageriali si rivelano di giorno in giorno solo determinazioni arroganti in una logica che riflette il mondo d’essere di una mentalità padronale d’altri tempi che richiede rapporti di assoluta obbedienza e sottomissione senza discussioni, rendendo l’ambiente di lavoro conflittuale e soffocante. Trascorsi tre anni dall’assunzione, a seguito di un assetto riorganizzativo dell’organigramma, avviene una divisione di competenze tra i titolari. Il posto del 50enne diventa improvvisamente superfluo: cominciano le pressioni psicologiche. Addirittura viene isolato, il suo posto di lavoro è una stanza abbandonata della palazzina sede dell’azienda, lasciato nella completa inattività solo con un tavolo e una scrivania. Ogni tanto, nel corso di giornate assolutamente vuote, viene chiamato nell’ufficio direzionale dove i titolari tentano di convincerlo a licenziarsi., cosa che accade al rientro da un periodo di malattia. Assistito dall’Associazione Contromobbing di Cremona dal 1998 ha intrapreso una lunga battaglia legale. Il giudice del lavoro di Cremona, Simona Gerola, ha riconosciuto il danno morale, condannando l’azienda a rimborsargli 100 milioni delle vecchie lire. Un caso che comunque, specificano all’associazione non è ancora chiuso, bensì continua. Infatti tutta la vicenda ha anche dei risvolti penali.

 
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